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  • Non viaggio mai senza il mio diario. Si dovrebbe avere sempre qualcosa di sensazionale da leggere in treno. (Oscar Wilde, L'importanza di chiamarsi Ernesto)
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il Dandy Blog: news su moda e lifestyle per l'uomo di classe

Se ami lo stile liberty, ti piacciono gli eventi mondani e allo stesso tempo sogni una vacanza da vivere nella massima tranquillità, la Versilia è un’ottima risposta, un evergreen per il viaggiatore dandy.

Sarà una guida d'eccezione a introdurci alla Riviera più esclusiva d'Italia: Gabriele D'Annunzio, il quale soggiornò spesso in Versilia e ne fu talmente ispirato da dedicarle una poesia, presente nella raccolta di liriche Alcyone. Per capire l'esclusività di quest'area della Toscana, partiamo per un itinerario a Forte dei Marmi, una delle località che fanno parte della Riviera, assieme a Pietrasanta, Seravezza e Stazzema.

Anticipare le tendenze e sentirsi esclusivi non è un compito semplice: la maggior parte delle persone si accontenta di seguire le mode anziché viverle intensamente e farle proprie, mentre alcuni sono convinti che bastino le scelte eccentriche per distinguersi ed essere dandy.

Quello che conta invece è saper trovare abbinamenti originali e mantenere un proprio stile in ogni situazione, anche quando si sorseggia un bicchiere di vino. Ecco perché ti suggerisco alcuni prodotti DOC e una selezione di cantine storiche da visitare, perché per apprezzare qualcosa bisogna conoscerla da vicino.

Pitti Uomo 2013

Parlando di vini viene in mente la Toscana, e se pensiamo alla moda non si può rinunciare a Pitti Uomo, che si svolgerà a Firenze dal 18 al 21 giugno, un evento dove si incontrano tutti gli appassionati e soprattutto gli stilisti più prestigiosi. Eleganza top in Toscana Le novità di questa edizione, la numero 84, sono costituite dall'installazione che aprirà Pitti Uomo, un’opera di Hilton McConnico chiamata LINcredibile Raccolto che darà a Piazza Santa Maria Novella la veste di un campo coltivato a lino, la fibra tessile adoperata per una grande varietà di capi d'abbigliamento.

 

Nei blog dedicati al dandismo è molto frequente l’associazione tra il termine dandy e bohémien; quindi ecco che in questo articolo ci concentriamo su quella che è la figura di questo asociale definito con un termine francese.

Parliamo quindi del bohémien.

 

Per la prima volta questo termine fu usato nel diciannovesimo secolo quando si voleva descrivere quello stile di vita, non propriamente tradizionale, condotto per lo più da artisti, attori e musicisti ai margini della società, che vivevano nelle zone povere delle principali città europee.

 

Questo vocabolo è nato da una regione dell’attuale Repubblica Ceca, la Boemia: nel diciassettesimo secolo molti studenti universitari di questa zone si trasferirono a Parigi, in seguito alla guerra dei cent’anni, per non essere costretti a praticare il cattolicesimo; questi portarono nella capitale francese i loro usi e costumi, i quali vennero ben presto adottati da altri studenti. Col passare del tempo si è persa l’origine del termine, ma quello che è rimasto è la denominazione: bohémiens.

 

 

Molti tendono a definire il dandy metropolitano come uno snob, come uno che si crede superiore agli altri per come si veste, per come si atteggia, piuttosto che nel modo di conversare; niente di più sbagliato. Mirare ad una ricercatezza nello stile non vuol dire sentirsi superiori agli altri, ma semplicemente, vuol dire riuscire ad esprimere se stessi. E questa diversità non va celata o, peggio ancora, mercificata: essa deve essere valorizzata e messa bene in mostra, perché è l’elemento che può far capire chi siamo davvero.

 

Con il termine snob si vuole solitamente indicare “una categoria di persone che imitano i modi di vivere delle classi sociali superiori, atteggiandosi in maniera raffinata e altezzosa[Fonte: Wikipedia]; con questa parola, all’inizio dell’Ottocento principalmente in Inghilterra, ci si riferiva ai giovani rampolli di famiglie borghesi e benestanti, che cercavano in tutti i modi di ostentare la propria boria e il proprio disprezzo nei confronti delle classi sociali inferiori, da questi considerati plebei. Il Dandy non è questo.

Il Dandy non è opportunista, ha piena consapevolezza di se stesso, non è interessato a salire la scala sociale per cercare di aspirare ad un ruolo superiore che ancora non gli appartiene; l’arrampicatore per eccellenza è lo Snob, il quale impegna il suo tempo a disprezzare i suoi simili.

L’estate è arrivata, luglio sta finendo, le ferie sono dietro l’angolo e ,nonostante la crisi che attanaglia gli italiani, qualche giorno di mare non si nega a nessuno! Problema: anche il Dandy vorrà andare al mare… Ma non potendo andarci in frac, dovrà ripiegare sul quel banalissimo e comunissimo indumento chiamato costume da bagno; a questo punto, per non confondersi con tutta la marmaglia di gente che nel weekend si riversa sulla spiaggia, la parola d’ordine è una sola: personalizzazione del costume!

 

È chiaro: ogni uomo ha i suoi gusti e in spiaggia, così come al pub, si veste come vuole!

Ma il problema “è meglio seguire la moda o la comodità?” persiste.

Ma le tendenze di questa estate 2012 in fatto di costume, in realtà, tenderanno ad accontentare chiunque: in quanto gli uomini, qualunque sia il loro gusto e qualunque sia la loro età, cercheranno di acquistare un costume di qualità ponendo molta attenzione al prezzo; quindi, proprio a causa della crisi economica, non si soffermeranno tanto a giudicare la moda, ma principalmente il rapporto qualità-prezzo.

 

 

Periodo: inizio del diciannovesimo secolo.

Luogo: Londra, Inghilterra.

È qui, ed in questo momento che per la prima volta vediamo passeggiare per le strade uomini vestiti in maniera estremamente bizzarra per l’epoca a cui ci riferiamo; ma questo atteggiamento nel vestirsi era tipico di alcune personalità che avevano come desiderio quello di svecchiare il noioso e sempre uguale guardaroba britannico.

 

Era ovvio: qualcosa stava cambiando, infatti era molto inusuale per l’alta società inglese vedere uomini andar in giro con un frac blu, dei pantaloni color crema e addirittura gli stivali alti.

Chi fu l’artefice di questo cambiamento? Chi fu la prima persona che cominciò a stupire la società con un nuovo abbigliamento? Lord George Bryan Brummell, ovviamente. Egli si distinse in particolare dai cosiddetti “encroyables”, i quali avevano un gusto per la moda davvero esasperato: basti pensare che portavano delle cravatte talmente alte che arrivavano a coprire il mento, le quali venivano accompagnate da enormi orecchini d’oro e panciotti dai colori più sgargianti.

 

A Lord Brummel si attribuisce il merito di aver frenato tutta questa esplosione di estrema eccentricità, puntando su uno stile attento, ma comunque elegante. Parliamo di un uomo dai modi e gesti molto raffinati, con un’intelligenza sicuramente fuori dal comune; egli era in grado di tener testa a chiunque con le sue battute taglienti e sagaci: infatti ogni sua apparizione sapeva far discutere, creava invidie e scompiglio.

Da molti Charles Baudelaire viene considerato il massimo esponente del fenomeno dandy dell’800 francese: aveva lo sfrenato desiderio di apparire innaturale, il più artificiale possibile, e questo suo volere lo rifletteva nel vestiario: generalmente indossava un abito lungo e nero (egli si considerava costantemente in lutto per l’umanità), con un colletto bianco molto largo accompagnato da un grosso papillon di seta che, appositamente, si faceva tagliare di sbieco, i guanti li portava color rosa pastello, mentre per quel che riguarda i capelli, essi erano tinti di biondo e spesso raccolti a boccoli dietro le orecchie.

Il tutto si accompagnava ad uno sguardo estremamente freddo, ma anche molto intenso, come per esternare il suo disgusto nei confronti della società in cui viveva.

 

Con la sua pubblicazione più famosa “Les Fleurs Du Mal” diede moltissimo scandalo, tanto che fu sottoposto persino a processo; ma, nonostante questo, Baudelaire continuò a scrivere: e ne “Il Pittore della Vita Moderna” descrive in modo abbozzato l’elegante figura del Dandy e del modo con cui quest’ultimo conduceva la propria vita: si parla quindi di insostenibilità e indifferenza nei confronti della morale e della politica.

Eccoli. Sono ormai partiti ufficialmente in tutta Italia!

Di cosa stiamo parlando? Ma dei saldi 2012 ovviamente! Quale migliore occasione per cogliere al balzo l’opportunità di rifarsi il guardaroba, disfarsi del vecchiume e togliersi qualche sfizio facendo nuovi acquisti e spendendo al ribasso??! Dettaglio, quest’ultimo, da non sottovalutare vista la crisi economica che stiamo attraversando! Quindi, per evitare di sprecare soldi per qualcosa che poi rimarrà sepolto nell’armadio, ecco alcuni capi che a un uomo non possono mancare… figuriamoci a un Dandy!!

 

Allora, cominciamo con un capo che definire “d’obbligo” è un’utopia: il mocassino, un capo classico che viene sfruttato già a partire dalle prime temperature primaverili ma che vede il suo periodo di massimo splendore d’estate; il bello del mocassino è che può essere indossato con o senza calza e nonostante di mocassini ce ne siano moltissimi modelli, quello che andrà veramente per la maggiore quest’estate è quello in cuoio con la fibbia laterale!

 

Particolare attenzione puntiamola sugli accessori: abbiamo già parlato di cache-col, almeno una cravatta si presume che ogni uomo la possegga, quindi focalizziamoci sul papillon, che così come la cravatta, lo si può trovare in tutti i colori e in vari motivi; anche se generalmente lo si porta su una camicia col collo cassè, per l’estate vi proponiamo di portarlo in modo molto più disinvolto: magari sul collo aperto della camicia.

James Abbott McNeill Whistler è uno dei più famosi pittori del diciannovesimo secolo di origine americana, ma attivo soprattutto in Inghilterra, dove con la mostra organizzata dalla Royal Academy nel 1860 raggiunse il grande successo, non soltanto per il suo indiscusso talento pittorico, ma anche per la sua personalità: amava infatti stupire e provocare la società in cui viveva, sostenendo conversazioni sempre in grado di richiamare l’attenzione; era un dandy e come tale doveva farsi sempre riconoscere, in ogni ambiente e con chiunque avesse a che fare.

 

Possiamo definire la sua arte come l’opposto della sua personalità: essa era estremamente sottile, ma capace di nascondere delle convinzioni piuttosto radicali; era infatti convinto che la pittura doveva essere fine solo a se stessa, evitando di usarla per trasmettere delle ideologie morali: egli era solito affermare che “l’arte non dovrebbe dipendere da nessun imbonimento, dovrebbe risaltare, sola, e attirare il senso artistico dell’occhio e dell’orecchio, senza che si confonda con emozioni assolutamente estranee ad essa, come devozione e patriottismo”.

 

Come tutti i dandy, amava vivere nel lusso, ma neanche la fama e il successo raggiunti gli impedirono di contrarre numerosi debiti; fu grande amico di personaggi come Dante Gabriel Rossetti e Oscar Wilde; con quest’ultimo Whistler, nel periodo in cui soggiornava a Londra, aveva intrapreso un rapporto di amicizia-odio.

 

 

 

Nel corso della storia lo hanno portato al collo scrittori celebri, personaggi politici come Robespierre e musicisti alla Beethoven.

Viene indossato in situazioni informali, quando alla cravatta vogliamo sostituire un accessorio comunque elegante; viene definito come una piccola sciarpa da avvolgere intorno al collo e da annodare col doppio nodo sul davanti, magari con l’ausilio di un spilla.

 

Parliamo del Cache-Col, un accessorio per uomo di gran moda negli anni ’70, grazie a grandi film come Il Padrino, che, dopo un trentennio in cui era finito nel dimenticatoio, eccolo tornare alla ribalta tra gli uomini che rispecchiano quello stile un po’ eccentrico e ricercato, chiamato Dandy.

 

Errore comune è confondere il cache-col con il termine inglese Ascot, che invece si riferisce ad una cravatta piuttosto lunga, chiamata anche Plastron, che viene portato in accoppiata con il tight; a differenza di quest’ultimo, al cache-col è riconosciuto un grande merito: riesce a conferire un’aria disinvolta ad un abbigliamento più formale, e un’aria più composta ad un abbigliamento altrimenti troppo sportivo.

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